Uno dei motivi per il quale ho creato questo sito è stata la scoperta degli Orange Wine. Mi sono innamorato di questo tipo di vini tanto che più approfondisco il genere e più mi piacciono. Inoltre, seguendo questa linea, ho scoperto una particolare passione per i vini naturali e biodinamici, che lungi dal modaiolo un mero impulso commerciale, trovo che siano dei vini che stimolano particolarmente la mia curiositá. Ma non mi limito solo agli Orange o naturali, l’importante é che il vino deve essere in grado di trasmettere un’intenzione per qualsiasi tipo si tratti. Per me questa é la chiave di lettura di qualsiasi vino.

La visione che ho dei vini é la stessa che per i libri. Mi piacciono i vini d’autore, cioé dove posso ritrovare in loro il produttore che c’è dietro l’etichetta con la sua personalità, il suo stile e la sua impronta che accompagnerá la sua evoluzione nel corso della sua vita. Esistono vini per ogni tipo di persona e sicuramente ogni winelover puó trovare il proprio stile. Nel mio caso la scelta ricade, di solito, in produttori concreti, non perche sia capace di percepire le differenze tra un produttore come Rodri Mendez o José Luis Mateo, due produttori della Galizia, ma perché mi piacioni vini fatti con passione e personalità (añadiria..che riflettano i suoi artefici). Penso che quando una cantina produce milioni di bottiglie difficilmente si riesce a trasmettere l’idea e l’intenzionalitá del produttore. Forse mi sbaglio, ma ahimé, sono il responsabile dei miei errori.

Sono ciosciente che quest’approccio al vino si sta diffondendo e possiamo trovare molte enoteche e ristoranti con referenze di produttori indipendenti che, nella maggior parte dei casi, hanno una produzione abbastanza limitata. Mi piace, quando apro una bottiglia, sapere com’é stato fatto e chi é il produttore, in molti casi conoscendoli direttamente. In generale, l’esperienza risulta essere molto piú piacevole. Quando apro una bottiglia di Kristina Mervič, Aleks Klinec o Jean Michel Morel dalla Slovenia; Franco Sosol o Mario Zanusso dal Friuli; Orly Lumbreras, Rodri Méndez o Juan Piqueras dalla Spagna sono esperienze uniche in cui riconosco tutta una filosofia dentro la bottiglia e non solo il prodotto che contiene.

In Italia, ad esempio, è motlo facile trovare vini che sono il riflesso del produttore. Ci sono tanti viticoltori che producono vini con l’una propria personalitá, dove non si ritrova dentro la varietá e il Terroir, ma trasmettono anche una intenzione impressa da una cosciente vinificazione. Recentemente abbiamo parlato con Massimiliano Croci del movimento del vino naturale in Italia e oggi parleremo con un suo connazionale, che ci parlerá da un prospettiva differente, non quella del produttore, ma bensí dal punto di vista del venditore.

Tomaso Colò è il proprietario di un Shop Online dedicato a la vendita di vini naturali. Durante la sua carriera ha scoperto, provato e venduto vini di qualsiasi genere per molto tempo ed ha deciso di concentrarsi esclusivamente sui vini di produttori natuali, biologici e/o biodinamici, tra i piú rilevanti en el panorama odierno, tanto che puó essere considerato un esperto del settore. Rolling Wine, cosí si chiama lo shop (www.rollingwine.com), ha la particolaritá di utilizzare la parola Producer per racchiudere il totale di produttori presenti sul sito, invece di usare il solito nome Cantine. Parleremo oggi con Tommaso dei vini naturali.

Buongiorno, Tommaso, e grazie mille per il tuo tempo. Come ti sei avvicinato ai vini naturali?

Buongiorno Aitor, grazie a te per l’occasione!

Inizio col dire che la mia passione per i vini naturali è cominciata qualche anno fa, durante una visita da Dettori in Sardegna.

Faccio una piccola premessa: sono nato a Firenze ed essendo toscano sono cresciuto bevendo i nomi famosi dell’enologia toscana, dai grandi Bolgheri ai grandi Chianti (non faccio nomi!). Quando nel tempo libero visitavo le cantine, entravo in vere e proprie aziende, con strutture grandissime, con disposizione tutte le più moderne tecnologie. Mi piaceva ma sentivo che in tutta quella formalità e in tutta quella bellezza c’era qualcosa che non mi apparteneva fino in fondo.

Durante una vacanza in Sardegna mi fermai a pranzo da Dettori, e nel momento in cui sono arrivato e Fabio (D’Uffizi) ci ha fatto fare il giro della cantina sono rimasto sbalordito. Un’unica grande stanza, zero controllo della temperatura, contenitori in cemento! Non potete immaginare quando ho assaggiato i vini; mi si è aperto un nuovo mondo! Un po’ come quando a quattordici anni ho scoperto i Joy Division e i Cure!

Da quel momento la mia voglia di scoprire i vini naturali è cresciuta, ho iniziato a frequentare le fiere specializzate, ho cominciato a prendere contatti con i produttori, persone fantastiche, vere, che mi hanno trasmesso in maniera incredibile la loro filosofia nel fare vino e la loro idea di agricoltura.

Nel tempo, mi sono reso conto della difficoltà nel reperire nelle classiche enoteche questi vini che tanto mi piacevano e da li, contro tutto e tutti, ho deciso di iniziare l’avventura di Rollingwine.

Pensi che i vini naturali siano una tendenza passeggera o vengono per restare?

I vini naturali sono qui per restarci. Non possono essere un trend passeggero per il semplice motivo che chi li assaggia e capisce la filosofia difficilmente torna indietro. E’ una questione di gusto, ma in parte anche una questione ideologica.

Conosco tantissime persone, sommelier, ristoratori, amici, che prima bevevano vini convenzionali e che oggi cercano i vini di piccoli produttori naturali. Penso che un ristorante che fa della qualità e della ricerca degli ingredienti, il suo marchio di fabbrica abbia l’obbligo morale di avere in carta vini naturali, non averli sarebbe un controsenso e andrebbe contro la sua stessa filosofia. Logicamente dobbiamo essere tutti bravi a trasmettere la passione e a far capire i vini al cliente finale, che se non abituato, può rimanere un po’ spiazzato.

Il movimento del vino naturale in italia é molto fecondo. Come vedi il suo sviluppo?

L’Italia è un paese dalle grandi potenzialità e che ha ampi margini di crescita. Ogni anno stanno nascendo nuove realtà in ogni regione, ragazzi che lavorano bene, e che, come dicevo prima, stanno riscoprendo i vitigni autoctoni del loro territorio.

Vorrei aggiungere però che il movimento naturale è in crescita non solo in Italia ma un po’ in tutto il mondo. Mi vengono in mente Austria, Grecia, Rep. Ceca, Slovacchia, Canada, USA, Spagna, Francia, Australia, Cile… Il mondo del vino è in continua evoluzione e la passione e la voglia di scoprire e di migliorare la nostra conoscenza non si deve mai fermare!

Pensi che in futuro vedremo più vini naturali rispetto quelli convenzionali?

La speranza è quella di vedere sempre più vini naturali, sia sulle tavole di casa, sia sui tavoli dei ristoranti, però bisogna ammettere che oggi la nicchia di mercato è ancora bassa (siamo intorno al 5%). I vini convenzionali rappresentano sempre la maggior parte del mercato vitivinicolo e sono quelli ancora più apprezzati dalla popolazione. Però i produttori aumentano e la qualità dei vini è sempre maggiore quindi c’è veramente la speranza e la convinzione che fra qualche anno i vini naturali abbiano un quota di mercato molto più grande e che riscuotano sempre più successo!

In Italia c’é una regionein particolare che preferisci?

Impossibile scegliere una regione in particolare. Se un vino è buono e fatto bene, riesco ad emozionarmi di fronte a vini fatti ovunque! La cosa più bella è che ci sono regioni di cui nessuno parlava fino a qualche tempo fa che regalano delle vere e proprie perle. Il primo esempio che mi viene in mente è il Lazio, che negli ultimi anni è cresciuto in maniera spaventosa! Trascinati dal lavoro incredibile fatto da Le Coste, oggi ci sono dei produttori emergenti come SETE e Il Vinco di cui sentiremo parlare negli anni.

Stai anche distribuendo alcuni produttori spagnoli. Che cosa cerchi in un produttore per iniziare a commercializzarlo?

Amo i vini spagnoli! Tra quelli che vendo conoscevo solo i vini di Fabio Bartolomei (Vinos Ambiz). Gli altri produttori (Clot de Les Soleres, La Gutina, Costador, Vinyes Singulars, Daniel Ramos) mi sono stati consigliati da un carissimo amico, Antonio Sicurezza, ed ho approfittato della loro presenza al Live Wine a Milano per assaggiare tutti i vini. Davvero sorprendenti, un livello altissimo che mi ha veramente colpito! E’ stata una fantastica scoperta e distanza di quasi un anno devo dire che i vini spagnoli hanno avuto un buon riscontro e sono stati molto apprezzati anche dai miei clienti italiani!

Cosa apportano i produttori spagnoli al tuo catalogo?

Tutti questi produttori hanno portato molta curiosità e voglia di conoscere vitigni e zone dalla Spagna che per molti rappresentavano una novità; questo era proprio il mio scopo. Si torna a quello che dicevo prima: per prima cosa ci deve essere la voglia di scoprire un territorio, un vitigno e un vignaiolo. Questa è la cosa fondamentale. Oggi tutto il mondo ha qualcosa da offrire, sta a noi scoprirlo! La Spagna sotto questo punto di vista ha un patrimonio enorme e tanti, ma veramente tanti vignaioli bravissimi! Bisogna farli conoscere e dare un buon motivo alla gente di berli!

Qualche produttore interessante in Francia?

Per la Francia vale lo stesso discorso. Tantissimi bravi produttori e un movimento naturale in continua crescita. Anche li ci sono regioni che per anni sono state considerate “minori” come il Languedoc – Roussillon e la Savoie e che invece hanno una qualità incredibile! Mi vengono in mente i vini di Antony Tortul de La Sorga, i vini di Bruno Duchêne, i vini del Collectif Anonyme, i fantastici vini di Jean Yves Peron. Mi fermo perchè sennò faccio una lista troppo lunga e potrei parlare fino a domani!!!

Quest’anno parteciparai a una fiera del vino a Milano. Puoi dirci qualcosa su questa fiera?

Quest’anno parteciperò per la prima volta al LiveWine a Milano, il 3-4 Marzo. Avrò un banco nel quale presenterò delle novità e qualche vino di produttori non presenti in fiera. Per me è una grandissima soddisfazione essere presente ad una delle più improntati fiere di vini artigianali a livello europeo!

Chi sará la tua prossima scoperta importante?

Nelle ultime fiere alle quali ho partecipato, ho scoperto 2/3 nuovi produttori molto molto interessanti! Non faccio nomi ma spero di iniziare a lavorare con loro molto presto!!!

C’è qualche paese produttore di vini naturali di cui non abbiamo ancora sentito parlare?

Come dicevo prima c’è un mondo da scoprire, dalla Spagna all’Australia!

Quali vini ti piace bere? Fuori dall’ambito lavorativo.

Allora diciamo che a casa in tranquillità mi piace molto cambiare, mi piace scoprire e sorprendermi. Ultimamente sto bevendo molti produttori naturali francesi; dipende molto da quello che devo mangiare, dal mio stato d’animo o dalla musica che scelgo di mettere in sottofondo…Comunque posso affermare che ultimamente scelgo molto spesso Orange Wine e vini rossi con basse gradazioni e dalla facile bevibità.

Grazie mille, Tommaso !!